Accordi e scale
Su ogni accordo si suona una scala che ne contiene le note: la relazione accordo-scala dice quale. Qui trovi il principio e, per ogni tipo di accordo, le scale possibili dalla più consonante alla più tesa.
Su ogni accordo si può suonare una scala: la scala contiene le note dell'accordo e riempie gli spazi fra l'una e l'altra. Scegliere la scala giusta significa scegliere il colore della melodia.
Il principio
Un accordo di settima ha quattro note: fondamentale, terza, quinta e settima. Sono le note «sicure», quelle che su quell'accordo suonano sempre bene, soprattutto sui tempi forti.
Fra una nota dell'accordo e l'altra restano dei vuoti: la seconda, la quarta e la sesta. Riempiendoli si ottiene una scala di sette note, e quelle note in più (che sopra l'accordo si chiamano nona, undicesima e tredicesima) sono le tensioni: danno colore.
Le note dell'accordo sono fisse, le tensioni no: su un accordo di dominante la nona può essere naturale, bemolle o diesis. Per questo su uno stesso accordo si possono suonare scale diverse, dalla più consonante alla più tesa.
Conta anche dove va l'accordo
La scala non dipende solo dalla sigla, ma dal posto dell'accordo nel giro. Un m7 sul II grado di una tonalità maggiore prende la dorica, sul VI la eolia, sul III la frigia: sono le note della tonalità, viste da gradi diversi.
Le dominanti sono le più libere. Una dominante che va su un accordo maggiore suona bene con la misolidia; una che va su un accordo minore chiede la ♭9 e la ♭13 (frigia dominante) oppure l'alterata, che contiene tutte le tensioni possibili.
Le note da evitare
Alcune note della scala, tenute a lungo sopra l'accordo, stridono: sono le note a un semitono sopra una nota dell'accordo. L'esempio classico è la quarta della scala maggiore sull'accordo maj7 (Fa su Do maj7). Non sono vietate: si usano di passaggio, non come note d'arrivo. La lidia, con la quarta aumentata, nasce proprio per toglierla di mezzo.
Ogni accordo e le sue scale
Le scale sono in ordine: la prima è quella più comune, poi le alternative, fino alle più tese. Tocca una scala per vederla sulla tastiera.
Accordo maggiore con la quinta aumentata, luminoso e instabile: la lidia aumentata, terzo modo della minore melodica.
Accordo di dominante: è quello che regge più scale. Dalla misolidia e dalla bebop, consonanti, alla lidia di dominante (♯11), alla frigia dominante (♭9 ♭13), fino all'alterata e alla diminuita, le più tese. Nel blues anche pentatoniche e scala blues.
Dominante con la nona bemolle, tipica della dominante che va su un accordo minore. Frigia dominante, misolidia ♭9, diminuita semitono-tono o alterata.
Dominante con la tredicesima bemolle. Con la nona naturale misolidia ♭6, lidia minore o esatonale; se si vogliono anche le none alterate, l'alterata.
Dominante alterata: nona e quinta alterate. La scala alterata le contiene tutte (♭9, ♯9, ♯11, ♭13); in alternativa la sua pentatonica o la diminuita.
Dominante con la quinta aumentata: la scala esatonale, che ha solo toni interi, oppure l'alterata.
Minore con la sesta maggiore, accordo di tonica minore: minore melodica o dorica.
Minore con la settima maggiore, il suono della tonica minore nel cinema e nel jazz: minore melodica o armonica.
Semidiminuito, il II grado del II V I minore: la locria. Con la nona naturale diventa la locria ♯2, sesto modo della minore melodica.
Diminuito di settima: quattro note a distanza di terza minore. La diminuita tono-semitono, che aggiunge una nota a un tono sopra ogni nota dell'accordo.
Domande frequenti
- Che cos'è la relazione accordo-scala?
- È il modo di scegliere la scala da suonare su un accordo: la scala deve contenere le note dell'accordo, e le altre note diventano le sue tensioni (nona, undicesima, tredicesima).
- Quale scala si suona su un accordo di settima di dominante?
- La misolidia è la più semplice. Se la dominante va su un accordo minore si usa la frigia dominante o l'alterata; per un suono moderno la lidia di dominante; nel blues anche la pentatonica e la scala blues.
- Quale scala si suona su un accordo minore di settima?
- Dipende dal grado: dorica sul II grado di una tonalità maggiore (la più comune nel jazz), eolia sul VI, frigia sul III.
- Che cosa sono le note da evitare?
- Note della scala che, tenute a lungo sopra l'accordo, stridono perché sono un semitono sopra una nota dell'accordo, come la quarta della scala maggiore su un accordo maj7. Si usano di passaggio, non come note d'arrivo.
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